| Home | Che cos'è Pax Christi | Chi siamo | don Tonino Bello | Monte Sole | Attività | Appelli/Campagne | Agenda pace | I Link |

 

11 ottobre 2020: Marcia Perugia-Assisi
(immagine tratta dal sito: /www.retisolidali.it/perugia-assisi-2020-e-ora-di-iscriversi-alla-marcia-della-pace/)

Perugia Assisi

Domenica 11 ottobre, accantonata la tradizionale marcia biennale Perugia Assisi  per  i noti motivi sanitari, è stata realizzata una catena umana, per unire idealmente i due poli della manifestazione: Perugia, città di Aldo Capitini che organizzò nel 1961 la prima marcia della Pace, e Assisi, città di San Francesco. Una manifestazione che voleva porsi in piena sintonia – sottolineano i promotori – con l’enciclica Fratelli tutti  firmata una settimana fa da Papa Francesco proprio sulla tomba del Poverello di Assisi. Sul sito www.perugiassisi.org ,  si possono vedere filmati e documenti di quanto è avvenuto in quella giornata e anche nei giorni precedenti.   In particolare si possono trovare  il messaggio del Presidente della Repubblica alla Perugia Assisi, il messaggio di Papa Francesco e il videomessaggio del Presidente del Parlamento europeo (dove ricorda don Tonino Bello).


(
articolo tratto dalla  mailomg-list del punto pace Bologna di Pax Christi Italia del 15/10/2020)

 

  Liliana Segre
(immagine tratta dal sito: //www.teatro.it/notizie/teatro/liliana-segre-incontra-gli-studenti-al-teatro-alla-scala-in-occasione-del-giorno-della-memoria)

L’ultimo discorso di Liliana Segre a Rondine

Nella Cittadella della Pace di Rondine,  l’ultimo incontro pubblico della senatrice a vita, che affida ai giovani la testimonianza della Shoah: «Siete tutti miei nipoti».Liliana Segre ha ripercorso la sua vita: le leggi razziali, l’espulsione dalla scuola, la fuga (fallita) in Svizzera, il campo di concentramento e quell’episodio: «Il capo dell’ ultimo lager in cui ero stata buttò la pistola. Pensai di ucciderlo. Ma non lo feci e divenni una donna libera e di pace»..

Il video integrale del discorso di Liliana Segre su: https://www.varesenews.it/video/discorso-integrale-liliana-segre/


(articolo tratto dalla  mailomg-list del punto pace Bologna di Pax Christi Italia del 15/10/2020)

 

     

">4 novembre
(immagine tratta dal sito:
//michelzbinden.com/en/calendar-november-2020-western-australia)

4 novembre 2020: non festa ma lutto. Ogni vittima ha il volto di Abele

Meno armi piu' salute, ridurre drasticamente le spese militari e devolvere i fondi a sanita', assistenza, ricerca e servizi pubblici

Proponiamo che il 4 novembre (nel rispetto delle norme per il contenimento della pandemia) si svolgano commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.
Affinche' il 4 novembre, anniversario della fine dell'inutile strage della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l'impegno affinche' non ci siano mai piu' guerre, mai piu' uccisioni, mai piu' persecuzioni.
Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.
Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.
Ed occorre che si svolgano nel modo piu' austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.
Ovviamente prima e dopo e' possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perche' le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perche' convocano ogni persona di retto sentire e di volonta' buona all'impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignita' e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.
A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.
Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.
Per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.
Per questo sosteniamo la richiesta che l'Italia sottoscriva e ratifichi il Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari del 7 luglio 2017 entrato in vigore dopo la cinquantesima ratifica nei giorni scorsi.
Per questo chiediamo una drastica riduzione delle spese militari che gravano sul bilancio dello stato italiano per l'enorme importo di decine e decine di milioni di euro al giorno. Riteniamo essenziale l'avvio di una politica di disarmo, poiche' le armi sempre e solo uccidono gli esseri umani. I fondi pubblici oggi destinati a strutture e strumenti di morte siano invece utilizzati in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani e del mondo vivente. La pandemia ha dimostrato quanto sia importante, preziosa e vitale la sanita' pubblica, la tutela e la salubrita' dell'ambiente, la difesa e il sostegno dei piu' fragili e indifesi, dei piu' sfruttati e impoveriti, dei piu' emarginati ed oppressi della societa', ovvero il riconoscimento dell'eguaglianza di dignita' e diritti di tutti gli esseri umani. Abolire le guerre e garantire piu' salute e diritti per tutte e tutti. Meno armi – strumenti di morte – e piu' risorse per sanita' e assistenza, previdenza e protezione sociale, servizi pubblici per tutte e tutti. Siano drasticamente ridotte le spese militari, e i fondi pubblici cosi' risparmiati siano utilizzati per la sanita', l'assistenza, la ricerca scientifica orientata al bene comune dell'umanita', la difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutte e tutti, la condivisione del bene e dei beni. Per questo sosteniamo la Campagna "Un'altra difesa e' possibile", che prevede l'istituzione di un Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta.
Pace, disarmo, smilitarizzazione. Tutela della salute di tutte e tutti.
Solo la pace salva le vite. Salvare le vite e' il primo dovere.

Movimento Nonviolento


(
articolo tratto dalla  mailomg-list del Movimento Nonviolento del 30/10/2020)

 

 

Papa Francesco
(immagine tratta dal sito:
//metropolitanmagazine.it/papa-francesco-appoggia-le-unioni-civili-le-sue-importanti-parole/)

Papa Francesco: la corruzione è un problema antico, ma la Chiesa è forte


Avvenire 30.10.2020
Gianni Cardinale

Nella Chiesa «purtroppo la corruzione è una storia ciclica, si ripete, poi arriva qualcuno che pulisce e rassetta, ma poi si ricomincia in attesa che arrivi qualcun altro a metter fine a questa degenerazione». Lo ha confidato papa Francesco in una lunga intervista concessa a Gian Marco Chiocci, direttore dell’agenzia AdnKronos, realizzata martedì 27 e pubblicata ieri.

«La Chiesa è e resta forte ma il tema della corruzione è un problema profondo, che si perde nei secoli. All’inizio del mio pontificato andai a trovare Benedetto. Nel passare le consegne mi diede una scatola grande: “Qui dentro c’è tutto - disse -, ci sono gli atti con le situazioni più difficili, io sono arrivato fino a qua, sono intervenuto in questa situazione, ho allontanato queste persone e adesso…tocca a te”. Ecco, io non ho fatto altro che raccogliere il testimone di Papa Benedetto, ho continuato la sua opera». Sui rapporti con il Papa emerito Francesco è netto: «Benedetto per me è un padre e un fratello, per lettera gli scrivo “filialmente e fraternamente”. Lo vado a trovare spesso» e «se recentemente lo vedo un po’ meno è solo perché non voglio affaticarlo. Il rapporto è davvero buono, molto buono, concordiamo sulle cose da fare. Benedetto è un uomo buono, è la santità fatta persona. Non ci sono problemi fra noi, poi ognuno può dire e pensare ciò che vuole. Pensi che sono riusciti perfino a raccontare che avevamo litigato, io e Benedetto, su quale tomba spettava a me e quale a lui».

Tornando al tema della corruzione nella Chiesa papa Bergoglio si rifà a Sant’Ambrogio. «La Chiesa è stata sempre una casta meretrix, una peccatrice. Diciamo meglio: una parte di essa, perché la stragrande maggioranza va in senso contrario, persegue la giusta via. Però è innegabile che personaggi di vario tipo e spessore, ecclesiastici e tanti finti amici laici della Chiesa, hanno contribuito a dissipare il patrimonio mobile e immobile non del Vaticano ma dei fedeli».

Secondo il Papa poi per «estirpare la malapianta» della corruzione «non ci sono strategie particolari, lo schema è banale, semplice, andare avanti e non fermarsi, bisogna fare passi piccoli ma concreti. Per arrivare ai risultati di oggi siamo partiti da una riunione di cinque anni fa su come aggiornare il sistema giudiziario, poi con le prime indagini ho dovuto rimuovere posizioni e resistenze, si è andati a scavare nelle finanze, abbiamo nuovi vertici allo Ior, insomma ho dovuto cambiare tante cose e tante molto presto cambieranno». All’AdnKronos poi il Papa confessa di non avere paura. «Non temo conseguenze contro di me – dice –, non temo nulla, agisco in nome e per conto di nostro Signore. Sono un incosciente? Difetto di un po’ di prudenza? Non saprei cosa dire, mi guida l’istinto e lo Spirito Santo, mi guida l’amore del mio meraviglioso popolo che segue Gesù Cristo. E poi prego, prego tanto».

Con il direttore Chiocci Francesco parla anche del “toto-papa”, con ironia. «Anche io penso a quel che sarà dopo di me, ne parlo io per primo. Recentemente, nello stesso giorno, mi sono sottoposto a degli esami medici di routine, i medici mi hanno detto che uno di questi si poteva fare ogni cinque anni oppure ogni anno, loro propendevano per il quinquennio io ho detto facciamolo anno per anno, non si sa mai (il sorriso stavolta si fa più generoso, nda)». E riguardo alle critiche che gli arrivano dall’interno della Chiesa papa Bergoglio - che per l’intervistatore «non fa trasparire insofferenza sulla sortita del cardinal Ruini («criticare il Papa non significa essergli contro») - risponde: «Non direi il vero, e farei torto alla sua intelligenza se le dicessi che le critiche ti lasciano bene. A nessuno piacciono, specie quando sono schiaffi in faccia, quando fanno male se dette in malafede e con malignità. Con altrettanta convinzione però dico che le critiche possono essere costruttive, e allora io me le prendo tutte perché la critica porta a esaminarmi, a fare un esame di coscienza». «Il Papa – aggiunge Francesco - le critiche le ascolta tutte dopodiché esercita il discernimento». «E qui sarebbe importante una comunicazione onesta per raccontare la verità su quel che sta succedendo all’interno della Chiesa».

Infine il coronavirus con la prospettiva di nuovi lockdown e possibili restrizioni per il culto. C’è un rischio – chiede Chiocci – di ripercussioni per la Chiesa? «Non voglio entrare nelle decisioni politiche del governo italiano – risponde il Papa – ma le racconto una storia che mi ha dato un dispiacere: ho saputo di un vescovo che ha affermato che con questa pandemia la gente si è “disabituata” - ha detto proprio così - ad andare in chiesa, che non tornerà più a inginocchiarsi davanti a un crocifisso o a ricevere il corpo di Cristo. Io dico che se questa “gente”, come la chiama il vescovo, veniva in chiesa per abitudine allora è meglio che resti pure a casa. È lo Spirito Santo che chiama la gente. Forse dopo questa dura prova, con queste nuove difficoltà, con la sofferenza che entra nelle case, i fedeli saranno più veri, più autentici. Mi creda, sarà così».

(articolo tratto dalla  mailomg-list degli aderenti a Pax Christi Italia del 30/10/2020)

 

| Home | Che cos'è Pax Christi | Chi siamo | don Tonino Bello | Monte Sole | Attività | Appelli/Campagne | Agenda pace | I Link |