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SABATO 27 OTTOBRE 2012

PER UNA DIFESA SENZA LE ARMI PROPOSTE POLITICHE-ECONOMICHE

intervento di Alberto L'Abate
(sociologo, impegnato nella ricerca per la pace e la nonviolenza)

intervento di Don Fabio Corazzina
(già coordinatore nazionale di Pax Christi, ora parroco a Brescia e animatore del Punto Pace di Brescia)

intervento di alcuni operatori dell'Operazione Colomba

     

intervento di Gianni Alioti
(responsabile dell’ufficio internazionale e dell’ufficio ambiente, salute e sicurezza, Fim – Cisl)

intervento di padre Luigi Lorenzetti
(
Sacerdote dehoniano, è laureato in teologia, con specializzazione in teologia morale, alla Pontificia università S. Tommaso d'Aquino di Roma)

intervento di don Gianni Sabatini
(prete  della diocesi di Terni – Narni Amelia, pacifista convinto, militante, obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari)

     
 

intervento di Antonino Drago
(pacifista, a partire dalla fine degli anni '50 ha vissuto molti anni a Napoli, fornendo un notevole contributo al movimento nonviolento, ai "gruppi spontanei" della seconda metà degli anni '60, e al Movimento delle Scuole Popolari di Quartiere)

 

 

I relatori e i partecipanti al Convegno "«PER UNA DIFESA SENZA LE ARMI» proposte politiche-economiche" tenutosi a Bologna il 27 ottobre scorso, organizzato dal punto pace Bologna di Pax Christi Italia e dal G.A.V.C.I. hanno deliberato la seguente

Mozione Finale

I partecipanti al convegno del 27/10/12 ‘Per una difesa senza le armi’, promosso da Pax Christi Bologna e GAVCI, vedono due segni dei tempi:

1) la prossima giornata mondiale per la pace che è intitolata ai Beati i costruttori di Pace, cioè alla beatitudine più forte sul tema della pace, la più precisa indicazione evangelica. 

2) l'invio della missione di alti prelati guidati da Mons. Bertone in Siria per aprire nuove possibilità di pace in una guerra dalle molte fazioni internazionali e nazionali.  

Vediamo in questi segni la volontà della comunità ecclesiale cattolica di tornare ad impegnarsi fortemente sul tema della pace, quale tema che caratterizza l'impegno profetico del cristiano che non delega tutti i conflitti alle istituzioni, ma sa entrarci per contribuire con la nonviolenza alle loro soluzioni positive.

La missione programmata per questi giorni è stata poi rinviata; ma testimonia la volontà della Chiesa di impegnarsi in una politica di pace al di là dei canali ufficiali della vie diplomatiche; proprio quell'impegno che ormai in Italia si è radicato in attività continuative di interposizione nonviolenta nelle aree di crisi internazionale.

Incoraggiati da tale volontà di impegno ecclesiale alla pace, noi, partecipanti al convegno:

--- chiediamo al Magistero della Chiesa una dichiarazione esplicita e formale che chiuda in modo definitivo con la dottrina della guerra giusta; se infatti il Concilio Vaticano II ha intenzionalmente fatto cadere quella tradizionale dottrina, successivamente il Catechismo della Chiesa cattolica ne ha riproposto la validità, elencando le condizioni che ancora giustificherebbero una legittima difesa con la forza miliare. Di fronte a tale contraddizione, chiediamo dunque al Magistero che riveda radicalmente l’articolo 2309 del Catechismo.

--- chiediamo una revisione della attuale figura del cappellano militare, affinché torni ad essere come fu Papa Giovanni, al servizio esclusivo della truppa come semplice Miles Christi (2Tm 2,3) invece che come "Miles (ufficiali graduati) di una nazione sola", e che torni ad essere sacerdote diocesano assieme agli altri, dedicandosi magari anche ai giovani in servizio civile che, per legge, hanno come prima finalità "il concorrere alla difesa della Patria con mezzi ed attività non militari".

--- auspichiamo che, in accordo all'invito della commissione mondiale Justitia et Pax dei francescani, anche le Pontificie Università di Roma istituiscano corsi per la Pace (corsi che, nelle Università cattoliche all'estero, sono già numerosi);

--- chiediamo alla CEI di continuare a versare contributi alle iniziative di interposizione nonviolenta all'estero, così come è avvenuto dal 1999 verso le attività della Caritas in questo senso, allargando il sostegno anche ad altre associazioni cattoliche, che siano specifiche per questi interventi;

--- auspichiamo che - come negli anni '80 è nato un movimento di religiosi (laici) Beati costruttori di Pace che ha saputo compiere interposizioni nonviolente nella guerra in ex-Jugoslavia, come durante la guerra dell'Irak del 1992 il salesiano Don Pratesi partecipò ai ‘Volontari nel Medio Oriente’ e a Locri si interpose nei conflitti con la 'ndrangheta, come nel 2002 i Francescani della Chiesa della Natività per due mesi resistettero all'assedio senza acqua e cibi per voler difendere 200 palestinesi - così si formi un gruppo di "Caschi Bianchi" religiosi che collabori con le associazioni di interposizione, fino a comparteciparne le iniziative, seguendo così l'esempio del vescovo di Pax Christi, Don Tonino Bello, che nel 1992 lanciò e guidò la missione dei 500 a Sarajevo.    

---Ci rivolgiamo poi ad ogni cattolico sensibile al tema della pace, invitandolo a sollecitare ogni anno la CEI - anche con semplice invio di lettera- affinché destini la sua opzione dell’8 per mille a favore della difesa nonviolenta.

--- Ci rivolgiamo infine al mondo della politica, esortando il ministro Riccardi ad aprire l'albo degli obiettori e obiettrici di coscienza alla guerra a tutti coloro che ne facciano richiesta, in modo da costituire il data base per quelle attività contro la guerra attraverso l'impegno di persone qualificate dalle loro motivazioni personali riconosciute dallo Stato.

Bologna, 27 ottobre 2012

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