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COMUNICATO STAMPA
 

San Giovanni XXIII patrono dell’Esercito Italiano?

Intervento del Presidente di Pax Christi Italia, Mons. Giovanni Ricchiuti

http://www.paxchristi.it/?p=13187

Ci è giunta notizia che San Giovanni XXIII sarà quanto prima proclamato Patrono dell'Esercito Italiano, avendone fatto parte al tempo della Prima Guerra Mondiale.

Come Presidente della sezione italiana di Pax Christi, Movimento Cattolico Internazionale per la Pace, mi sembra irrispettoso coinvolgere come Patrono delle Forze Armate colui che, da Papa, denunciò ogni guerra con l'Enciclica ‘Pacem in terris’ e diede avvio al Concilio che, nella Costituzione ‘Gaudium et spes’, condanna ogni guerra totale, come di fatto sono tutte le guerre di oggi.

Se questa notizia fosse vera, sollecitato da tutto il Movimento Pax Christi e anche da altre persone sensibili al tema della pace, ritengo assurdo il coinvolgimento di Giovanni XXIII, anche perchè l’Esercito di oggi, formato da militari professionisti e non più di leva, è molto diverso da quello della prima Guerra mondiale che, non lo possiamo dimenticare, fu definita da Benedetto XV ‘inutile strage’.  E’ molto cambiato anche il modello di Difesa, con costi altissimi (23 miliardi di euro per il 2017) e teso a difendere gli interessi vitali ovunque minacciati o compromessi.

Pensare a Giovanni XXIII come Patrono dell’Esercito lo ritengo anticonciliare anche alla luce della forte ed inequivocabile affermazione contenuta nella Pacem in Terris, “con i mezzi di distruzione oggi in uso e con le possibilità di incontro e di dialogo, ritenere che la guerra possa portare alla giustizia e alla pace è fuori dalla ragione – alienum a ratione”.

E’ ‘roba da matti’, per usare un’affermazione di don Tonino Bello, anch’egli Presidente di Pax Christi fino al 1993.

Papa Giovanni XXIII è nel cuore di tutte le persone come il Papa Buono, il papa della Pace, e non degli eserciti.

Sono certo che questo sentire non sia solo di Pax Christi, ma di tante donne e uomini di buona volontà, a cui chiediamo di unirsi con ogni mezzo a questa dichiarazione per esprimere il proprio rammarico per una decisione che non rappresenta il "sensus fidei" di tanti credenti che hanno conosciuto Giovanni XXIII o che ne apprezzano la memoria di quella ventata profetica che ha indicato alla Chiesa nuovi sentieri di giustizia e di pace.

Altamura, 11 settembre 2017

+ Giovanni Ricchiuti
Vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti
Presidente di Pax Christi Italia

LETTERA APERTA

Al Card. Robert Sarah Prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti
e
Al Card. Gualtiero Bassetti Presidente della Conferenza Episcopale Italiana

Noi, donne e uomini che crediamo nella costruzione della pace con mezzi di pace, intendiamo manifestarvi il nostro profondo disappunto di fronte alla dichiarazione di San Giovanni XXIII, papa, quale “Patrono presso Dio dell’Esercito Italiano”. Siamo infatti convinti che la vita e le opere del Santo papa non possano essere associate alle forze armate.

Come può proprio lui, il Papa della Pacem in Terris, il Papa del Concilio Vaticano II e delle genti, l’uomo del dialogo... proteggere un corpo armato che, per sua natura, imbraccia mezzi di morte e distruzione?

È stato affermato che papa Roncalli è stato scelto quale patrono dell’esercito perché, giovane prete, era stato cappellano militare durante la Prima guerra mondiale e perché, da nunzio apostolico, visitò spesso gruppi di militari e perché, da pontefice, ricordò come “indimenticabile” il suo servizio pastorale nell’esercito. Ci sembra che una tale giustificazione sia alquanto debole e rischi di tirare il “papa buono” per la talare a scopi impropri, dimenticando l’evoluzione umana e spirituale che ha fatto di questo pastore da oltre mezzo secolo l’emblema della pace e del rifiuto della guerra per credenti e non credenti. Né si può dimenticare che egli contribuì in maniera del tutto singolare a scongiurare il pericolo di un conflitto mondiale, mediando tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica per superare la “crisi dei missili a Cuba”.

In un mondo segnato da una “terza guerra mondiale a pezzi”, da un aumento vertiginoso delle spese militari, da nuovi muri che si innalzano tra popoli e frontiere, la nostra Chiesa non ha bisogno di santi che proteggano gli eserciti quanto piuttosto di valorizzare il senso e l’amore per la pace, quella disarmata, fondata sulla verità, sulla giustizia, sulla libertà, sull’amore, come ci ricorda la Pacem in Terris, i cui insegnamenti risultano di una profetica attualità.

Non si può negare come troppo spesso la parola pace sia usata per mascherare operazioni di guerra.

Noi riteniamo che la pace vada costruita con strumenti di pace e non di guerra, di morte e di distruzione.

Se, come scrisse proprio papa Roncalli nella Pacem in Terris, la guerra è ‘alienum a ratione’, come è possibile al tempo stesso che lo stesso Roncalli sia invocato quale protettore dell’esercito? A noi sembra fin troppo evidente la contraddizione!

E se, come ci invita la Gaudium et spes, siamo obbligati “a considerare l'argomento della guerra con mentalità completamente nuova”, non possiamo che ripetere con papa Francesco che solo la nonviolenza è la strada maestra per la risoluzione dei conflitti.

Per queste ragioni, ci associamo ad una vasta parte del mondo cattolico nel chiedervi di rivedere la decisione di proclamare Papa Giovanni XXIII patrono dell’Esercito italiano.

Vorremmo, piuttosto, vedere la figura e l’esempio di papa Roncalli proposti a protezione di quanti, credenti e non, si adoperano per un’umanità libera da eserciti (Caschi Bianchi, Corpi Civili di Pace, operatori umanitari...) e sono impegnati con lo strumento della nonviolenza attiva nel disinnescare e risolvere i conflitti. La proclamazione di san Giovanni XXIII patrono della nonviolenza attiva sarebbe una scelta profetica per quanti si adoperano concretamente per la pace in un mondo minacciato da guerre e dalla corsa al riarmo.

22 settembre 2017

Per aderire:
http://www.paxchristi.it/?p=13273


per contatti:

Segreteria Nazionale di Pax Christi info@paxchristi.it - 0552020375
don Renato Sacco drenato@tin.it - 348/3035658
http://www.paxchristi.it/?p=7229
 

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LETTERA


Un gesto che ferisce la comunità ecclesiale e l'impegno civile per la pace.

Tristezza, sconcerto e anche indignazione. Che paradosso proclamare papa Giovanni XXIII patrono dell'esercito! E' come dichiarare Francesco d'Assisi patrono del sistema finanziario o madre Teresa patrona delle multinazionali.

Le ragioni del patronato sono biograficamente riduttive, forzate o parziali, tutte legate alla sua esperienza di cappellano militare durante la prima guerra mondiale “inutile strage”. Ma Roncalli non è morto in quegli anni. Proclamarlo patrono per le sue doti di cappellano militare vuol dire snaturarne il messaggio, inchiodarlo a un'esperienza discussa e tremenda che ha superato approdando ad altre argomentazioni, ad altri orizzonti (Concilio, Pacem in terris) così come ha fatto Primo Mazzolari.

Già all’indomani della fine della prima guerra mondiale, Roncalli affermava: «Ciò che vale veramente e soprattutto non è la forza delle spade e dei cannoni, ma la forza della giustizia davanti al cielo e alla terra, la forza del diritto e insieme della umana e divina fraternità degli uomini, il senso dell’onore. In queste cose sta il progresso verace degli individui e delle nazioni» (omelia 17 novembre 1918, chiesa di Santo Spirito, Bergamo).

Nel giugno 1940 osservava che “la guerra è un periculum enorme. Per un cristiano che crede in Gesù e nel suo vangelo un'iniquità e una contraddizione”.

Nella Pacem in terris del 1963 invita tutti al “disarmo integrale” considerando la guerra moderna come “l'incubo di un uragano” e un fenomeno assurdo, “alienum a ratione” (60, 61, 67).

E' di guerre, infatti, che si parla quando si parla di esercito. Ultimamente, le guerre in Iraq, in Serbia, in Libia, in Afghanistan sono state le azioni scellerate (e controproducenti) che i governi italiani hanno promosso riuscendo sia ad aggirare larticolo 11 della Costituzione, sia ad arricchire i fabbricanti di armi, complici dei Parlamenti che rinnovano esorbitanti finanziamenti per sistemi darma, bombe, missili, aerei e navi da guerra tanto da non avere più denaro per curare i malati, istruire i giovani, sconfiggere le marginalità sociali, contastare il dissesto idrogeologico, prevenire le calamità.

Le missioni militari cosiddette di pace raramente sono dentro un'ampia strategia ONU di contrasto alle violenze con forme adeguate di polizia internazionale. Oggi “il libro bianco della difesa” prefigura interventi contrari alla Costituzione della Repubblica, colpisce il fondamento giuridico della nostra carta fondamentale che intende ripudiare le guerre e prevenire i conflitti senza l'uso della guerra.

Ezio Bolis, su “l'Osservatore romano” (11 settembre 2017), osserva che tale scelta potrebbe essere “una provvidenziale occasione per riflettere in modo ponderato sul significato e l’opportunità di una presenza, quella dei cappellani militari, all’interno di un’istituzione qual è l’esercito”. Con azzardo utopistico potremmo aggiungere addirittura che la riflessione su papa Giovanni potrebbe ridimensionare lo stesso esercito, allontanarlo dalla Nato, limitarlo a una funzione rigorosamente difensiva.

Magari fosse così. Le dinamiche economiche, politiche e militari vanno in altre direzioni (distruttive e devastanti). Occorre molto realismo per vincere il rischio di ingenuità o di ipocrisia!. In realtà siamo davanti a due tristi operazioni: alla cattura burocratica-castale di un papa noto al mondo per la sua azione di pace e per averci donato la Pacem un terris; al tentativo di imbrigliare e ostacolare il magistero di pace di papa Francesco, ritenuto troppo audace e scomodo, spesso in contrasto con alcune pratiche o silenzi dei vescovi italiani (vedere i suoi interventi al Convegno ecclesiale di Firenze del novembre 2015 o quelli alla CEI nel maggio del 2015 e 2017).

Forse per molti ecclesiastici la via della nonviolenza, indicata da Francesco nel messaggio del 1 gennaio 2017, è ritenuta impossibile e pericolosa. Forse molti ritengono assurdo parlare di terza guerra mondiale a pezzi. Continuo a ritenere con Francesco che la via per la pace può essere solo una via di pace (come ha detto in Colombia il 10 settembre 2017), un'arte da esercitare, un impegno non proclamato a parole ma di fatto negato con strategie di dominio supportate da scandalose spese per armamenti mentre troppe persone sono prive del necessario per vivere. Il magistero di pace dei papi non si merita simile trattamento!

Sergio Paronetto (presidente Centro Studi di Pax Christi Italia)

 

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RIFLETTORI SU...
 

Papa Giovanni XXIII
(immagine tratta dal sito:
biografieonline.it/biografia-papa-giovanni-xxiii)

Rassegna stampa (parziale) GIOVANNI XXIII
Patrono Esercito... 12-13 sett 2017

>>>> http://www.paxchristi.it/?p=13187

http://www.corriere.it/cronache/17_
settembre_11/giovanni-xxiii-papa-buono-roncalli-patrono-dell
-esercito-polemica-sull-eredita-papa-buono-
0b086d30-9715-11e7-8f2d-841610cb6f6e.shtml

https://agensir.it/quotidiano/2017/9/11/giovanni-xxiii-mons-ricchiuti-pax-
christi-il-papa-della-pace-non-puo-diventare-patrono-
dellesercito/

https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/san-giovanni-xxiii-sar-patrono-dellesercito-italiano

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/09/12/news/
giovanni_xxiii_patrono_dell_esercito_pax_christi_e_il_
papa_buono_-175251497/?ref=RHRS-BH-I0-C6-
P5-S1.6-T1

http://www.famigliacristiana.it/articolo/giovanni-xxiii-
patrono-dell-esercito-ed-e-polemica-irrispettoso-e-il-
papa-della-pace.aspx

https://www.partitodirittimilitari.it/?p=379

http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/17_settembre_
12/papa-giovanni-non-puo-essere-patrono-dell-esercito-414f36a2-97a7-11e7-8ca4-27e7bbee7bdd.shtml

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/12/papa-giovanni-xxiii-patrono-dellesercito-il-colmo-per-un-paladino-della-pace/3851621/

Tg La7 13 sett
http://tg.la7.it/cultura-e-societa/giovanni-xxiii-patrono-dellesercito-ed-%C3%A8-subito-polemica-13-09-2017-119784
 

++ Roncalli patrono Esercito,Segreteria Stato ignara atto ++

.  Non si tratta di bolla pontificia ma di decreto dicastero Culto

  (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 12 SET - Non si tratta di "bolla pontificia", com'era stato annunciato dall'Ordinariato militare a proposito della proclamazione di San Giovanni XXIII come patrono dell'Esercito italiano, ma di un decreto emanato dalla Congregazione vaticana per il Culto divino. Del provvedimento la Segreteria di Stato della Santa Sede non e' stata informata. Lo apprende l'ANSA da qualificate fonti vaticane. In una cerimonia l'atto e' stato consegnato oggi dall'Ordinariato allo Stato Maggiore dell'Esercito (ANSA)

http://www.nigrizia.it/notizia/papa-roncalli-patrono-della-nonviolenza/notizie

.....Per queste ragioni Nigrizia si associa a quella vasta parte del mondo cattolico, Pax Christi in testa, che contesta la nomina voluta dall’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, monsignor Santo Marcianò, e avallata dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Una nomina che contrasta con il pensiero e con l’azione del santo papa.

Carlo di Cicco

http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/papa-giovanni-patrono-esercito/

+ Tommaso valentinetti

http://www.laporzione.it/2017/09/13/giovanni-xxiii-patrono-dellesercito-interviene-monsignor-valentinetti/

GIOVANNI XXIII PATRONO DELL'ESERCITO

Per me è una bestemmia, ma forse bisognava provvedere prima

Giancarla Codrignani

Nel 2011 fu salutato così in s.ta Maria in Araceli dall'ordinario militare Vincenzo Pelvi in una messa in onore del Beato Giovanni XXIII e dalle istituzioni presenti  perché era stato il Papa-soldato (perfino volontario per aver sostituito il fratello) nella prima guerra mondiale.

Per la precisione: il 24 ottobre 2011, al Beato Giovanni XXIII Papa fu dedicata nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli, una Santa Messa per "promuoverne la devozione, quale Santo Patrono dell’Esercito". .La Messa fu officiata da Mons. Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare, che, nel corso della sua omelia, ha ricordato le parole di Papa Benedetto XVI al Convegno Internazionale Ordinariati Militari: "Penso in particolare all’esercizio della carità nel soldato che soccorre le vittime dei terremoti e delle alluvioni, come pure i profughi, mettendo a disposizione dei più deboli il proprio coraggio e la propria competenza. Penso all’esercizio della carità nel soldato impegnato a disinnescare mine, con personale rischio e pericolo, nelle zone che sono state teatro di guerra, come pure al soldato che, nell’ambito delle missioni di pace, pattuglia città e territori affinché i fratelli non si uccidano fra di loro".

l 10 ottobre 2014  il Capo di Stato maggiore della Difesa, Luigi Binelli Mantelli, presentò la richiesta formale – a nome del mondo militare italiano e durante le celebrazioni per la memoria liturgica – di nominare San Giovanni XXIII patrono dell’esercito.

Nel 2016 in occasione della festa di San Giovanni XIII, nella stessa basilica di Santa Maria in Aracoeli l'Ordinario militare Santo Marcianò iniziò l'omelia con le parole: «Sono grato al Signore che mi dona la gioia di ricordare Papa Giovanni come Patrono dell’Esercito» e invitò i militari a seguirne l'esempio  "come fece il nostro amato Papa Giovanni da soldato e da prete, da vescovo e da Papa: oggi, da Santo e da vostro Patrono".

Lo stesso Ordinario Militare d’Italia il 10 maggio 2017, dopo aver approvato l’elezione di san Giovanni XXIII a protettore celeste dell’esercito,  richiese che elezione e l’approvazione venissero confermate dalla Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti.

La Congregazione si espresse: "In virtù dalle facoltà concesse dal Sommo Pontefice Francesco, restando fermo che l’elezione e l’approvazione siano trattate a norma del diritto" ha acconsentito, confermando "San Giovanni XXIII, papa, patrono presso Dio dell’Esercito Italiano. Con tutti i diritti e i privilegi liturgici che conseguono secondo le rubriche…"" Firmato dal cardinale Roberto Sarah, Prefetto, e da monsignor Arturo Roche, Arcivescovo Segretario (Vatican Insider, 7 settembre).

Concludo copiando da Vatican Insider della Stampa del 10 settembre:

 "San Giovanni XXIII è il nuovo patrono dell’Esercito italiano. Così l’Ordinariato militare d’Italia e i vertici delle Forze armate hanno ottenuto un risultato al quale miravano da anni.  Nel pomeriggio del 12 settembre, a Palazzo Esercito, nella capitale, una sobria cerimonia introdotta dal generale Giuseppe Nicola Tota, vedrà la consegna della bolla relativa al nuovo patrono nelle mani del capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale Danilo Errico, da parte dell’arcivescovo ordinario militare Santo Marcianò, che in questi giorni sta incontrando il contingente militare in Kosovo. A seguire alcuni interventi delle autorità presenti, intervallati da proiezioni di filmati, e la benedizione di un busto".  

>ANSA-VATICANO/ Roncalli patrono esercito. Pax Christi, assurdo - Domani la cerimonia. Da cappellano "promosse virtù cristiane"   (di Manuela Tulli)

   (ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 11 SET - San Giovanni XXIII è stato scelto come "Patrono dell'Esercito Italiano" e domani si svolgerà una solenne cerimonia con la consegna da parte dell'Ordinario militare per l'Italia, monsignor Santo Marcianò, al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale Danilo Errico, della 'Bollà nella quale è attestata questa decisione. Scelta, questa del patronato dei militari al 'Papa buonò, autore della 'Pacem in Terris', che ha sollevato qualche polemica. Per Pax Christi è "assurdo e irrispettoso". Il politico Pierluigi Castagnetti critica la scelta e si chiede: "Ma Papa Francesco è informato?".

   La decisione della Congregazione per il culto divino risale allo scorso giugno ma domani sarà il giorno della solenne ufficializzazione. Papa Giovanni è stato, egli stesso, un soldato e poi, come cappellano militare ha promosso "le virtù cristiane tra i soldati" con "il luminoso esempio di tutta la sua vita e il suo costante impegno in favore della pace", scrive oggi l'Osservatore Romano. Nell'occasione verrà benedetto un busto di Papa Roncalli e inaugurata una mostra intitolata: "Io amo l'Italia. San Giovanni XXIII, uomo di pace", curata dalla fondazione Papa Giovanni XXIII di Bergamo e dall'ordinariato militare per l'Italia. La mostra richiama le tante visite di monsignor Angelo Roncalli ai soldati e ai prigionieri di guerra, quando era delegato apostolico in Turchia e Grecia, e da nunzio apostolico a Parigi.

   "Una cosa semplicemente assurda", commenta Pierluigi Castagnetti. "È 'roba da mattì- dice il Presidente di Pax Christi Italia, mons. Giovanni Ricchiuti - per usare un'affermazione di don Tonino Bello, anch'egli Presidente di Pax Christi fino al 1993. Papa Giovanni XXIII è nel cuore di tutte le persone come il Papa Buono, il Papa della Pace, e non degli eserciti", sottolinea mons. Ricchiuti.

   San Giovanni XXIII si aggiunge alla lunga lista dei santi patroni che 'veglianò sulle persone in divisa, da Santa Barbara, patrona dei vigili del fuoco, a San Michele Arcangelo, custode dei paracadutisti. Il primato spetta alla Madonna che, nelle sue diverse denominazioni, è patrona dei carabinieri (Maria Virgo Fidelis), dell'aeronautica (Beata Vergine di Loreto), dei bersaglieri (Beata Vergine Maria del Cammino).   (ANSA).

Papa Giovanni patrono dell'esercito? Castagnetti: assurdo "È il Pontefice della Pacem in terris"

Roma, 11 set. (askanews) - "Domani, secondo le fonti ufficiali, Papa Giovanni, verrà indicato come patrono dell'esercito italiano dall'apposita Congregazione vaticana. Trattandosi dell'esercito italiano immagino che la CEI sia quantomeno consenziente. Una cosa semplicemente assurda". Lo scrive su Facebook Pierluigi Castagnetti, ultimo segretario del Partito popolare italiano. "Che bisogno ci sia di designare un patrono dell'esercito italiano non si capisce proprio. Ma se proprio fosse necessario(?) mi chiedo perché questa scelta. È il Papa della Pacem in Terris. Si vuole associare all'esercito un patrono che sia segno di contraddizione con la sua funzione istituzionale o si vuole 'contenerè lo spessore profetico di un Papa la cui memoria nella coscienza di tutti è vissuta come il simbolo della bontà e della pace? Ma Papa Francesco ne è informato?".     Ska

Le stellette al “papa buono”

“il manifesto”
12 settembre 2017  di Luca Kocci

Giovanni XXIII, il papa della Pacem in terris (l’enciclica che definì la guerra «alienum a ratione», «estranea alla ragione», cioè “roba da matti”), è il nuovo santo patrono dell’Esercito italiano.

La bolla di proclamazione è stata firmata lo scorso 17 giugno dall’ultraconservatore card. Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, che ha ovviamente ricevuto il mandato da papa Francesco, a cui spetta l’ultima parola. Questo pomeriggio, in una cerimonia nella sede dello Stato maggiore dell’Esercito, il vescovo ordinario militare – nonché generale di corpo d‘armata – mons. Marcianò consegnerà la bolla pontificia al generale Errico, capo di Stato maggiore. E il prossimo 11 ottobre, memoria liturgica di san Giovanni XXIII (beatificato da papa Wojtyla del 2000 insieme a Pio IX e canonizzato da papa Bergoglio nel 2014 insieme a Giovanni Paolo II, due accoppiamenti molto controversi), sarà dato l’annuncio del nuovo patrono a San Pietro, dopo un’udienza speciale di Francesco a 7mila militari.

Il percorso che porta alla proclamazione di papa Roncalli a patrono dell’Esercito comincia nel 2002, su proposta dell’allora ordinario militare mons. Mani. Con il suo successore, card. Bagnasco – poi alla guida della Cei –, l’idea prende quota e viene accolta dai vertici delle Forze armate, che iniziano a darsi da fare per promuovere la devozione a Giovanni XXIII patrono dell’Esercito italiano. Gli ultimi due ordinari militari, mons. Pelvi e mons. Marcianò, insieme ai capi di Stato maggiore dell’esercito, spingono sull’acceleratore, fino alla decisione di oggi.

Si tratta di un indubbio successo dell’Ordinariato e dei militari che ora, con la benedizione del nuovo patronato, potranno ulteriormente legittimare le Forze armate come “operatrici di pace”, eventuali future “guerre umanitarie” e “bombardamenti intelligenti”: con papa Giovanni come patrono, ogni missione militare sarà missione di pace, assai più di oggi.

Giovanni XXIII «nei primi anni del suo ministero sacerdotale promosse cristiane virtù tra i soldati e da allora in poi, con l’insegnamento e l’esempio di tutta la sua vita, attese con tutte le sue forze all’edificazione della pace in tutto il mondo, scrivendo infine la luminosa enciclica Pacem in terris», si legge nella bolla vaticana con cui viene proclamato il nuovo patrono. Eppure il rapporto di Roncalli con il mondo militare, nel contesto storico-culturale nazionalista di inizio ‘900, è stato decisamente più complesso. Fu soldato del Regio esercito italiano nel 1901-1902 – mentre era seminarista – al posto di suo fratello, la cui presenza era necessaria in famiglia per il lavoro nei campi. Poi, durante la prima guerra mondiale, venne richiamato in servizio e destinato all’ospedale di Bergamo, prima con il grado di sergente di sanità, quindi come cappellano. «Deo Gratias», scriverà nelle sue Memorie, dopo il congedo. «Tornato a casa ho voluto staccare da me stesso, dai miei abiti tutti i segni del servizio militare, signa servitutis meae (i segni della mia schiavitù, ndr). Con quanta gioia l’ho fatto!».

Nettamente critica la presa di posizione di mons. Ricchiuti, vescovo di Altamura (Ba) e presidente di Pax Christi, segno che nella Chiesa cattolica i pareri sono discordi. «Mi sembra irrispettoso coinvolgere come patrono delle Forze armate colui che, da papa, denunciò ogni guerra con l’enciclica Pacem in terris e diede avvio al Concilio che, nella Costituzione Gaudium et spes, condanna ogni guerra totale, come di fatto sono tutte le guerre di oggi», dichiara Ricchiuti. «Ritengo assurdo il coinvolgimento di Giovanni XXIII, anche perché l’Esercito di oggi, formato da militari professionisti e non più di leva, è molto diverso da quello della prima guerra mondiale» ed è «molto cambiato anche il modello di Difesa, con costi altissimi (23 miliardi di euro per il 2017) e teso a difendere gli interessi vitali ovunque minacciati o compromessi. Papa Giovanni XXIII è nel cuore di tutte le persone come il “papa buono”, il papa della pace, e non degli eserciti».

Mosaico dei giorni

L'ossimoro di Papa Giovani patrono dell'esercito

12 settembre 2017 - Tonio Dell'Olio

Questa mattina l'Ordinario militare si reca nel Palazzo dell’esercito in via XX Settembre dal comandante di Stato maggiore generale Danilo Errico per presentare e rendere noto il decreto del 17 giugno 2017 con cui la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha dichiarato san Giovanni XXIII “Patrono presso Dio dell’Esercito italiano”. La cosa potrebbe lasciare indifferenti se non fosse che dichiarare patrono di una forza armata proprio il Papa che si adoperò per risolvere per via diplomatica la crisi di Cuba che ci portava “sull'orlo del precipizio nucleare” e che propose a tutta la Chiesa e agli uomini di buona volontà l'Enciclica Pacem in terris, suona come un tragico ossimoro se non come un affronto. Bene ha fatto il presidente di Pax Christi Mons. Giovanni Ricchiuti a prendere pubblicamente posizione ieri (vedi www.paxchristi.it). Se è vero che in gioventù Roncalli come tanti altri preti aveva prestato la sua opera come cappellano durante la prima guerra mondiale, è altrettanto vero che da una sua lettera a monsignor Bugarini conosciamo anche il giudizio assolutamente negativo che egli esprime per quella esperienza. Così come dal canone 289 del Codice di diritto canonico conosciamo il giudizio che storicamente la Chiesa esprime per l'ambiente militare: “Poiché il servizio militare propriamente non si addice allo stato clericale, i chierici e similmente i candidati agli ordini sacri non prestino il servizio militare volontario, se non su licenza del proprio Ordinario”.

http://www.mosaicodipace.it/mosaico/i/3053.html

 

Se il Papa della Pace è patrono dell’Esercito    di Luigi Accattoli

in “Corriere della Sera” del 13 settembre 2017

È di ieri la pubblicazione del decreto che proclama papa Giovanni «patrono dell’Esercito italiano» e c’è chi protesta: che bisogno c’era di un patrono dell’esercito che non l’aveva mai avuto; e perché Roncalli, cioè il Papa della Pacem in terris ? Per di più il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, interrogato dai giornalisti ha risposto: «Non ne sapevo nulla, mi debbo informare». E anche la Segreteria di Stato non risulta informata dell’atto. Il decreto è della Congregazione vaticana per il Culto e il titolo che conferisce a San Giovanni XXIII è di «Patrono presso Dio dell’Esercito italiano». A motivazione il decreto cita l’esperienza di cappellano militare che Roncalli fece nella prima guerra mondiale e «il suo costante impegno in favore della pace». Ieri pomeriggio nel Palazzo dell’Esercito in via XX Settembre l’ordinario militare arcivescovo Santo Marcianò ha consegnato il documento vaticano al Capo di Stato maggiore, generale Danilo Errico. Tra chi ha protestato ci sono il politico Pierluigi Castagnetti e il vescovo di Altamura Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi italiana. Gli argomenti sono gli stessi: una iniziativa «non necessaria», una scelta inopportuna, preconciliare, irrispettosa. «Trattandosi dell’esercito italiano immagino che la Cei sia quantomeno consenziente» ha detto Castagnetti. E il vescovo Ricchiuti commenta: «Forse sarebbe stato meglio confrontarsi tra noi vescovi».

ADESIONI

A nome mio personale e dell’Associazione Cercasi un fine, come ho appena comunicato a don Giovanni R., aderisco 

all’appello sul NO a Giovanni XXIII come patrono dell’Esercito.

Offro la nostra disponibilità ad altre eventuali forme per far sentire la voce di chi crede nella pace, senza ipocrisie e formalismi, come ci ha insegnato don Tonino.

Un abbraccio a voi e grazie per il vostro servizio.

Rocco D’Ambrosio, Presidente di Cercasi un fine; ordinario di Filosofia Politica Pontificia Università Gregoriana, Roma

COMUNICATO STAMPA 12/9/17

Papa Giovanni XXIII: Ramonda (Apg23), una forzatura farlo diventare Patrono dell'Esercito

Dovrebbe essere patrono degli operatori di pace, a partire dai tanti giovani che svolgono il servizio civile nelle zone di conflitto

«La Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, è sorta sul sogno di migliaia di giovani di donare la propria vita in una forma nonviolenta a servizio del Paese, nel bene comune e soprattutto nella condivisione con i più poveri, scegliendo la possibilità del servizio civile e dell’obiezione di coscienza all’uso delle armi».

Questo è il commento di Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità di don Benzi, in merito alla decisione di nominare San Giovanni XXIII Patrono dell'Esercito Italiano. E continua:

«Tra le nostre fonti di ispirazione c'è proprio il Magistero di pace di Papa Giovanni XXIII e il suo modo di operare sempre teso a favorire l’incontro e non il conflitto. Famosa è la sua frase "Insistete su ciò che vi unisce piuttosto che su ciò che vi divide", spesso citata dal nostro fondatore. Ci sembra decisamente una forzatura farlo diventare patrono di un esercito. Ci sembrerebbe più opportuno che il Papa Buono potesse essere patrono degli operatori di pace, a partire dai tanti giovani che svolgono con noi il servizio civile nelle zone di conflitto, per "sanare le ferite e costruire ponti", come ha recentemente invitato a fare Papa Francesco. Preghiamo che il Signore illumini i cuori per una scelta che tenga conto del sentire dell’intero popolo di Dio».

Ufficio stampa: Luca Luccitelli, cel. 340.5475343

 
(
articolo tratto dalla mailing-list del punto pace Bologna di Pax Christi Italia del 14/09/2017)

 

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NOTE FUORI DAL CORO

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EDITORIALE. GIOBBE SANTABARBARA: I RAZZISTI SONO UN'INFIMA MINORANZA. FACCIAMO FINALMENTE SENTIRE LA VOCE DELL'ITALIA CIVILE

Dai mass-media sembrerebbe che in Italia i razzisti siano una valanga. Non e' cosi'. Certo, sono rumorosi, volgari, fanno chiasso ed esibiscono una sfacciata brutalita', tutte caratteristiche che "fanno audience". >>

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COMUNICATO STAMPA 12/9/17

Papa Giovanni XXIII: Ramonda (Apg23), una forzatura farlo diventare Patrono dell'Esercito

Dovrebbe essere patrono degli operatori di pace, a partire dai tanti giovani che svolgono il servizio civile nelle zone di conflitto >>

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UNO SCHERZO DA PRETE: “ALIENUM A RATIONE”.

“Scherza con i fanti e lascia stare i santi”

Ancora una volta la figura e il testamento spirituale fatto  di cuore, di umanità, di ecumenismo, di lungimiranza, di visione conciliare, di semplicità e di santità  di papa Giovanni XXIII diventa segno di contraddizione, così come già era avvenuto all’inizio della  IV Sessione del Concilio Vaticano II. >>

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Comunicato stampa

Radicale dissenso di Noi Siamo Chiesa per il nuovo “patrono” dell’esercito italiano: è il pacifista papa Giovanni !!

Oggi il vescovo delle Forze Armate Mons. Santo Marcianò ha consegnato al capo di Stato maggiore dell’esercito italiano Danilo Errico la “bolla pontificia” con cui il Card. Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti, ha  decretato  che papa Giovanni sarà il patrono dell’Esercito italiano. >>

 

 

AGENDA PACE
SETTEMBRE 2017

03/09/2017: "Messa della Carità"
06/09/2017: Incontro: "DON MILANI, I GIORNI E LE OPERE"
07/09/2017: Progetto Diffusa 17 – Sacrificio e memoria - Inaugurazione della Mostra: "Gianni Turin alla Raccolta Lercaro"
08/09/2017: Incontro: "AZIONE CATTOLICA ITALIANA. A BOLOGNA UN BILANCIO STORICO. “Una storia lunga centocinquant’anni. L’Azione cattolica nella vita del Paese”"
10/09/2017: Festa dell'Unità - Incontro: "LOTTA ALLA POVERTA’ La sinistra, l’uguaglianza e la società dei diritti negati"
10/09/2017: 48° anniversario della morte di P. Marella - S. Messa
13/09/2017: Visita a Bologna del Patriarca Ecumenico Bartolomeo I - Lectio Magistralis: "Salvaguardia dell’ambiente e salvaguardia della vita"
13/09/2017: Inaugurazione Mostra: "Intrattenetevi con il cielo"
14/09/2017: La Scuola dei Diritti dei Cittadini - Incontro: "Diritti, immigrazione e Città Metropolitana"
14/09/2017: Visita a Bologna del Patriarca Ecumenico Bartolomeo I - Divina Liturgia (Eucaristia)
15/09/2017: Incontro con il sindaco di Engelsbrand
16/09/2017: Ordinazione di 4 nuovi Presbiteri per la Chiesa di Bologna
20/09/2017: Giornata di Formazione: "Mediazione: costruire comunità cittadine. Esperienze da New York a Bologna"
21/09/2017: Fedi in gioco - Proiezione del Film: "MY AUSTRALIA"
21/09/2017: Convegno: "LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE UNA VIA PER UNA CHIESA IN USCITA?"
22/09/2017: Festival Francescano 2017 - Futuro semplice
22/09/2017: FESTA DEI POPOLI 2017 Una collina in festa
22/09/2017: Convegno: "Nonviolenza: utopia o possibile realtà"
23/09/2017: FESTA DEI POPOLI 2017 Una collina in festa
23/09/2017: Lectio Pauperum: "PROPOSTE CARITAS DIOCESANA E INCONTRO COL CARDINALE TAGLE"
23/09/2017: Musica e Immagini: "Le guerre sommerse"
24/09/2017: FESTA DEI POPOLI 2017 Una collina in festa
25/09/2017: Lectio Pauperum: "PROPOSTE CARITAS DIOCESANA E INCONTRO COL CARDINALE TAGLE"

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