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23-26 maggio 2018
photogallery del 70° anniversario di Pax Christi Germania con festa al Baraccano e incontro con il vescovo Matteo Zuppi

 


COMUNICATO STAMPA
 

Pax Christi

Dichiarazioni di Mons. Giovanni Ricchiuti, Presidente di Pax Christi Italia a proposito della nave Aquarius

“Aver negato il permesso all’Aquarius di attraccare e di sbarcare con centinaia di profughi a bordo,  è stato un comportamento violento e disumano”. Questo il commento di mons. Giovanni Ricchiuti, Presidente di Pax Christi Italia e vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti. “E’ una vicenda che chiede ora, ma lo chiederà probabilmete ancora di più in futuro, una doverosa riflessione umana ed evangelica. Ascoltare le orgogliose parole di autocompiacimento di Ministri del nostro Paese per aver "alzato la voce" è misera soddisfazione. È la stupida vittoria di chi pensa di affrontare in questo modo il dramma dell'immigrazione.”

“Come ha già detto qualcuno - continua mons. Ricchiuti – è la sconfitta della politica, e aggiungo, rischia di essere anche la sconfitta dell’umanità. Unisco quindi la mia voce, (e penso di interpretare anche tutta Pax Christi) alle tante che invocano  semplicemente ‘umanità e solidarietà’. In particolare al cardinale Ravasi, che ha ricordato il Vangelo: "Ero straniero e non mi avete accolto (Mt 25,43), va la mia, nostra, solidarità e condivisione per i duri attacchi ricevuti anche sui social.”

“Mi auguro che siano tante le voci a levarsi per scuotere le nostre coscienze. Non possiamo tacere - conclude -  davanti a certi comportamenti e dichiarazioni. Come non ricordare il mio predecessore don Tonino Bello, per il suo impegno proprio nei confronti dei profughi, nell’estate 1991 ?

E siamo allibiti davanti alle dichiarazioni del ministro Salvini che invoca la Nato per una alleanza difensiva nel Mediterraneo.  No, non ci sto!”

Firenze,  11 giugno 2018

per contatti:
Segreteria Nazionale di Pax Christi info@paxchristi.it - 0552020375
don Renato Sacco drenato@tin.it - 348/3035658
http://www.paxchristi.it/?p=7229
 

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RIFLETTORI SU...
 

Sarajevo 1992 marcia per la pace
(immagine tratta dal sito:
giovanniderosa.blogspot.com/2012/11/
sarajevo-1992-2012-ventanni-dalla.html
)

Sarajevo, come è stato possibile?

Mosaico di pace - L’opinione di...
https://www.mosaicodipace.it/mosaico/a/45471.html

d. Renato Sacco – coordinatore nazionale di Pax Christi - 6 giugno 2018

Sarajevo ha un posto speciale nel mio cuore. La marcia del 1992, con don Tonino, l’incontro con tante persone che vivevano da mesi in una situazione surreale, assurda, impensabile, in assedio sotto le granate, per anni.

Sarajevo sono i tanti amici e amiche, la loro amicizia sincera e il ricordo di tanti che non ci sono piu...

Sarajevo e la Bosnia richiamano – e non credo solo a me – la follia della guerra, e la pulizia etnica.

Tre anni fa, come oggi, 6 giugno 2015, papa Francesco e andato a Sarajevo, la Gerusalemme d’Europa. E ti trovi con la solita domanda: ma come è stato possibile? Chi avrebbe mai detto che a Sarajevo, citta multietnica e multireligiosa, citta universitaria, di alto livello culturale, sarebbe accaduto tutto quell’inferno? Nessuno ci credeva. “Pensavamo che alcune cose a noi, a Sarajevo, non sarebbero mai successe”, cosi come mi diceva Majda, una profuga con due bambine. Non ci credeva neanche l’Occidente distratto, o complice. Quando nel 1991, insieme a tanti movimenti per la pace, abbiamo cercato di richiamare l’attenzione internazionale su quanto succedeva nella ex-Jugoslavia, dicendo che bisognava impedire che la guerra raggiungesse Sarajevo, ci fu risposto dall’allora ministro De Michelis: “I soliti pacifisti, che vedono guerra e rischi ovunque. Tre giorni e tutto sarà finito...”.

E ti chiedi ma come è stato possibile? E mi assale la paura, oggi piu di ieri.

Perche al Governo, in Italia, c’e chi ha parlato di pulizia etnica, di pulizia di massa da fare anche con maniere forti.

Abbiamo sentito che “è finita la pacchia” e sappiamo delle telefonate con il primo ministro ungherese Viktor Orban. E la preoccupazione cresce.

Papa Francesco, tre anni fa, parlando alle autorita nel palazzo presidenziale, disse: “Sarajevo e la Bosnia ed Erzegovina rivestono uno speciale significato per l’Europa e per il mondo intero. Da secoli in questi territori sono presenti comunità che professano religioni diverse e appartengono a diverse etnie e culture, ciascuna delle quali è ricca delle sue peculiari caratteristiche e gelosa delle sue specifiche tradizioni, senza che questo abbia impedito per lungo tempo l’instaurarsi di relazioni reciproche amichevoli e cordiali”.

Se è successo a Sarajevo, cosa impensabile, non può succedere anche da noi?

Se in Bosnia siamo arrivati a bruciare la casa del vicino perche “diverso”, alla pulizia e agli stupri etnici, mi chiedo: e da noi? Siamo proprio cosi immuni?

La senatrice Liliana Segre, ieri, ha ricordato di essere una “vecchia signora” che e tra le poche ‘ancora in vita’ a portare sul braccio “il numero di Auschwitz”. Applausi corali da tutti i senatori. Poi quando ha detto: “Mi rifiuto di pensare che la nostra civiltà democratica sia sporcata da leggi speciali nei confronti di rom e sinti: se accadrà mi opporrò con tutte le forze”, gli applausi non sono stati cosi calorosi... E vero che il Presidente Conte ha detto ‘Non siamo e non saremo mai razzisti”. E ci mancava che dicesse il contrario!

E ti senti gia un po’ vecchio, con la tentazione di dire ‘io l’avevo detto...’ che e una delle cose da non dire mai, lo so.

Pero, e vero che, da anni, abbiamo cercato di ricordare che l’atteggiamento della Lega, preso sotto gamba anche da molti ambienti ecclesiali, era pericoloso. Che anche a Sarajevo nessuno prendeva piu di tanto sul serio Radovan Karadžić, lo ritenevano un po’ fuori di testa, eccentrico. Poi, fu lui, invece, a “gestire” l’assedio della citta e a “ripulire” la Bosnia insieme al generale Ratko Mladić.

E cosi Bossi e poi Salvini furono per anni considerati un po’… originali, esagerati, folkloristici.

Le mie proteste avevano suscitato le ire anche dell’allora Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, che penso bene di protestare ufficialmente presso il mio vescovo, Renato Corti, mandando ovviamente prima la notizia ai giornali. Per anni, su Mosaico di pace, con dossier e articoli vari, abbiamo cercato di ragionare su quanto stava succedendo. Anche Famiglia Cristiana, gia nel 2010, aveva fatto un’inchiesta in varie parrocchie, oratori, dove la Lega era radicata.

Ora queste persone e queste idee sono al Governo con un progetto che inquieta. Perche sulla guerra, sui diritti civili, sulla dignita delle persone, le inquietudini e le paure restano, almeno da parte mia. “Lasciamoli lavorare” dicono in molti. Come se fosse davvero tutto nuovo, e non invece gia tristemente conosciuto.

E mi chiedo se e giusto continuare a fare le solite cose di ogni giorno? Forse si. O forse no.

Parlo per me, ovviamente, e ho molti dubbi. Forse bisognerebbe pensare qualcosa di diverso, che risponda alla situazione di oggi, per evitare di anestetizzare la coscienza, come ci ha ammonito ieri Liliana Segre. Forse bisognerebbe essere piu chiari ed espliciti, rischiando magari anche la denuncia. Come ha fatto don Alberto Vigorelli di Mariano Comense che si e beccato una denuncia da Matteo Salvini, nel 2016, per aver detto in chiesa piu o meno cosi: “O sei cristiano o sei con Salvini”. Forse non dovrebbe essere il solo a dire alcune cose. Forse non dovremmo lasciarlo solo don Alberto, dovremmo essere denunciati in molti. E poi sara un tribunale civile a decidere – pensa un po’ – cio che e compatibile o meno con il Vangelo.

Tante parole forse, le mie. Ma che non fugano i dubbi. Cosa fare?

E probabilmente non cambiera niente, continuero a fare le solite cose, magari con piu passione. Perche, come mi ricordava qualcuno, e importante, in questi momenti, testimoniare, resistere. Ma resta la domanda: se e giusto cosi? O se in questo modo poi ti trovi nella situazione di Sarajevo e ti chiedi: come è stato possibile?

 
(
articolo tratto dalla mailing-list
dei punti pace di Pax Christi Italia  del 06/06/2018)

 

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NOTE FUORI DAL CORO

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Editoriale
La salvezza sta nei poveri. Sappiatelo.

 

di Giovanni Sarubbi

"Vogliamo migliorare la qualità di vita di tutti gli italiani". Questa una delle prime dichiarazioni del neo primo ministro Conte. Una frase apparentemente rassicurante ma in realtà falsa e ambigua. >>

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 Roma - 5 giugno 2018

Varato il nuovo Governo: Rete Disarmo chiede un confronto

L'organismo che coordina numerose realtà della società civile italiana sui temi del disarmo, del controllo dell'export armato, delle spese militari e della difesa non armata e nonviolenta chiede di incontrare Governo e Parlamento, come sempre fatto, per rilanciare le proprie proposte. >>

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REPETITA IUVANT. UMBERTO ECO: IL FASCISMO ETERNO

Nel 1942, all'eta' di dieci anni, vinsi il primo premio ai Ludi Juveniles (un concorso a libera partecipazione coatta per giovani fascisti italiani - vale a dire, per tutti i giovani italiani). >>

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AMAZZONIA: NUOVI CAMMINI PER LA CHIESA  E PER UNA ECOLOGIA INTEGRALE

Documento Preparatorio

Introduzione
In accordo con l’annuncio di Papa Francesco del 15 ottobre 2017, l’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi avrà luogo nell’ottobre 2019 per riflettere sul tema Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale.
>>

 

GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE
MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO
SETTEMBRE OTTOBRE NOVENìMBRE DICEMBRE
 

AGENDA PACE
GIUGNO 2018

01/06/2018: Nel 70° anniversario della Costituzione Italiana TE DEUM di ringraziamento
01/06/2018: Pellegrinaggio notturno per le chiese di Bologna: "Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino"
02/06/2018: L'ALTRO 2 GIUGNO La Festa dell'Italia che Ripudia la Guerra
06/06/2018: Incontro: "‘Day Zero’ and the politics of water in Cape Town: defending the commons in an age of privatization"
10/06/2018: ciclo "Incontri che cambiano la vita". Storie di conversioni sulle strade del messia - Lectio, meditazione e condivisione sul vangelo: "Pietro"
10/06/2018: Invito: "II EDIZIONE GRANDE IFTAR - CENA DI RAMADAN"
14/06/2018: Cena tra Culture Diverse: "IFTAR INSIEME"
15/06/2018: Progetto Atlas of Transitions Biennale Right to the City - Diritto alla città
18/06/2018: Conferenza/Lezione: "Lo Stato dell'Europa e del Mondo. Riflessioni sulla globalizzazione a partire dall'Unione Europea"
19/06/2018: “Dialoghi sul Mondo” - Incontro: "Cina: Celeste Impero?"
20/06/2018: Seminario: "IL VALORE DELLE BUONE PRATICHE SOCIALI DEI CITTADINI A BOLOGNA"
20/06/2018: Giornata Mondiale del Rifugiato - Incontro: "Quando guardi bene negli occhi qualcuno sei costretto a guardare te stesso"
20/06/2018: Giornata Mondiale del Rifugiato - Spettacolo Teatrale: "IL MURO"
20/06/2018: Giornata Mondiale del Rifugiato - Passeggiata Partecipata: "Rotte migranti e vie di Bologna"
21/06/2018: Giornata Mondiale del Rifugiato - Preghiera: “Morire di Speranza. Preghiera in memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso l’Europa”

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