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23-26 maggio 2018
70° anniversario di Pax Christi Germania

 


RIFLETTORI SU...
 

mons. Luigi Bettazzi
(immagine tratta dalla mailing-list del punto pace Bologna di Pax Christi Italia
)


Mons. Luigi Bettazzi:

Lettera aperta all’Onorevole Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano

mi scusi se oso scriverLe una "Lettera aperta", secondo uno stile che inaugurai molti anni fa quando avevo qualche titolo per farlo (non foss'altro Presidente di Pax Christi, Movimento cattolico internazionale per la pace); la Lettera più nota (o...famigerata, ma Lei è troppo giovane per ricordarla) fu quella all'on. Berlinguer, l'allora Segretario del Partito Comunista Italiano.

 Scrivo questa lettera sul tema scottante degli immigrati (e la scrivo da un edificio diocesano che ne ospita). Lo  faccio non come antica autorità religiosa al Presidente di un Governo "laico" (anche se un autorevole membro del Suo Governo ha sbandierato, sia pure in campagna elettorale, simboli apertamente religiosi, anzi cristiani, quindi compromettenti) soprattutto dopo i costanti, appassionati appelli di Papa Francesco e le autorevoli istanze dei responsabili della CEI:

Lo faccio come cittadino dell'Italia che, nella Costituzione, garantisce il diritto d'asilo a quanti, nel loro paese, sono impediti di esercitare le libertà democratiche; lo faccio come cittadino dell'Europa, che, nella Carta dei diritti fondamentali, afferma: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata".

 Ci siamo resi conto che Lei, al recente vertice Ue, ha fatto sentire fortemente la voce dell'Italia; ma siamo stati delusi dalla sordità della maggioranza dei rappresentanti dell'Europa (me lo lasci notare, anche delle nazioni tradizionalmente più "cristiane") e dell'incapacità dell'insieme di mantenere le tradizioni "umane" del nostro Continente e dell'ispirazione iniziale della sua unità. Mi lasci dire che siamo - parlo di tanti di cui ho colto il pensiero - altrettanto delusi che, nella difficoltà di ottenere consensi più ampi, l'Italia rimanga su posizioni di chiusura, forse (ma solo “forse” se guardiamo al nostro passato coloniale o ci proiettiamo sul nostro futuro demografico) comprensibili sul piano della contrattazione, non su quello del riferimento a vite umane. Siamo tanti a non volerci sentire responsabili di navi bloccate e di porti chiusi, mentre ci sentiamo corresponsabili di Governi che, dopo avere  sfruttato quei Paesi e continuando a vendere loro armi, poi reagiscono se si fugge da quelle guerre e da quelle povertà; non vogliamo vedere questo Mediterraneo testimone e tomba di una sorta di genocidio, di cui diventiamo tutti in qualche modo responsabili.

Non ignoriamo che i problemi sono immensi, dai rapporti con Paesi  che noi - Europa tutta - abbiamo contribuito a divenire ciò che essi spesso sono (costruttori di lager e tutori di brigantaggi), a quelli con i Paesi di partenza degli immigrati (con cui già i Governi precedenti avevano progettato iniziative, sempre fermate al livello di progetti).Vorremmo davvero che l'Italia, consapevole della sua tradizione  di umanità (prima romana, poi cristiana)  non accettasse di divenire corresponsabile di una tragedia, che la storia ha affidato al nostro tempo e da cui non possiamo evadere.

Al di là di un'incomprensibile indifferenza o di un discutibile privilegio ( "prima gli italiani" - quali italiani? -  o "prima l'umanità"?!), credo che, nell'interesse della pace, aspirazione di ogni persona e di ogni popolo, l'Italia possa e debba essere - per sè e per tutta l'Europa - pioniera di accoglienza, controllata sì, ma generosa.

Con ogni augurio e molta solidarietà.

  Albiano d’Ivrea, 2 luglio 2018                                                    + Luigi Bettazzivescovo emerito di Ivrea

 
(
articolo tratto dalla mailing-list del punto pace Bologna di Pax Christi Italia del 03/07/2018)

 

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NOTE FUORI DAL CORO

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Srebrenica, si però...

11 luglio 2018 - Renato Sacco (Coordinatore nazionale di Pax Christi Italia)

L’opinione di… https://www.mosaicodipace.it/mosaico/a/45578.html

11 luglio 1995. Massacro di Srebrenica. Oltre 8.000 persone uccise e sepolte nelle fosse comuni. È doveroso ricordare e non dimenticare. Soprattutto non dimenticare le vittime. >>

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 Congo: nessuna luce in fondo al tunnel

di Luca Jourdan (*)

Il capitalismo mostra il suo lato più macabro  e la nostra green revolution rischia di avere altrove il colore rosso del sangue >>

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ALCUNE PAROLE PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI NELSON MANDELA

Il 18 luglio 2018 ricorre il centenario della nascita di Nelson Mandela (18 luglio 1918 - 5 dicembre 2013).
Dedico' l'intera sua vita alla lotta per la dignita' di ogni essere umano, per la liberazione dell'umanita' intera.
L'unico modo adeguato per ricordarlo e' proseguirne la lotta.
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L'ORA. NELL'OTTANTESIMO ANNIVERSARIO DELL'INFAME "MANIFESTO DELLA RAZZA" FASCISTA OCCORRE ANCORA OPPORSI AL RAZZISMO

Ricorreva il 14 luglio l'ottantesimo anniversario della prima pubblicazione su un quotidiano dell'infame "Manifesto della razza" del 1938, cui fecero seguito le abominevoli leggi razziste del criminale regime fascista. >>

 

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